Decine di credenti morti nella strage di Lampedusa

La prima bara a scendere dalla nave Cassiopea a Porto Empedocle.

La prima bara a scendere dalla nave Cassiopea a Porto Empedocle.

Nelle ultime settimane la nostra provincia è stata molto provata da tutto ciò che sta avvenendo nel golfo di Sicilia.
Oggi sono giunte al molo di Porto Empedocle 150 bare; si tratta di alcune delle 363 vittime accertate della strage di Lampedusa del 3 ottobre scorso.
Il dolore nell’apprendere queste notizie è profondo, e si acuisce ancora di più nel pensare che tra le vittime vi erano decine di credenti in fuga dalle loro nazioni.
Stando ai dati, peraltro non ancora definitivi, ad oggi si sa che circa 70 credenti sono morti nel naufragio. Molti di questi provenivano dall’Eritrea, e contavano di raggiungere la Germania, dove vi è una massiccia comunità cristiana eritrea.
Tra le vittime, oltre a numerosi bambini, tanti giovani, anche loro credenti, che tentavano di raggiungere le proprie famiglie o di assicurarsi un futuro migliore.
La nostra comunità si sta mobilitando per dare una mano nelle operazioni di riconoscimento e di smistamento delle bare. Ma soprattutto sta pregando per le tante famiglie colpite dal lutto e per tutte quelle popolazioni oppresse dai regimi totalitari e dalle persecuzioni religiose. Vi chiediamo di unirvi alle nostre preghiere, affinché il Signore operi in favore di quanti stanno soffrendo.

“Lo Spirito del Signore, di Dio, è su di me, perché il Signore mi ha unto…per consolare tutti quelli che sono afflitti.” (Isaia 61:1,2)


L’arrivo della nave Cassiopea a Porto Empedocle (da www.repubblica.it)