Credenti determinati

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Predicatore: Past. Davide Casà
Data della predicazione: domenica 1 marzo 2026
Passo biblico: Filippesi 3:1-16



Andare avanti con Dio, nonostante tutto

“Rallegratevi nel Signore”. È l’invito che l’apostolo Paolo ci lascia nella Lettera ai Filippesi. Un invito bello… ma anche impegnativo. Perché, se siamo sinceri, non sempre ci sentiamo gioiosi. Ci sono giorni in cui siamo sereni e pieni di fede, e altri in cui ci sentiamo stanchi, delusi, perfino scoraggiati.

La vita del credente non è una linea retta. Ci sono alti e bassi, momenti di entusiasmo e momenti di prova. Ma in mezzo a tutto questo, c’è una qualità che deve distinguerci: la determinazione.

Paolo dice: “Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la meta”. Non sta parlando di perfezione, ma di direzione. Non di un cammino facile, ma di una scelta chiara: io vado avanti.

Essere credenti determinati significa non fermarsi quando arrivano le opposizioni. Pensiamo a Neemia: mentre ricostruiva le mura, fu criticato, minacciato, ostacolato. Eppure rispose: “Sto facendo un grande lavoro e non posso scendere”. Che parola anche per noi! Non scendere di livello. Non lasciare l’opera per inseguire polemiche o distrazioni.

Significa anche gridare a Dio quando tutti cercano di zittirti, come fece Bartimeo nel Vangelo secondo Marco. Più la folla lo rimproverava, più lui gridava. Aveva un bisogno, e non si sarebbe arreso finché non avesse incontrato Gesù.

Essere determinati vuol dire restare fedeli anche nei tempi lunghi, come Giosuè e Caleb, che credettero alla promessa ma dovettero aspettare quarant’anni nel deserto. Non si sono tirati indietro. Hanno continuato a servire.

E quando comprendi la tua chiamata, come Ester, allora trovi il coraggio di dire: “Se devo perire, perirò”. Perché sai che Dio ti ha messo lì per un tempo come questo.

Fratelli e sorelle, la determinazione spirituale dice: continuerò a pregare, continuerò a servire, continuerò a credere. Non perché è facile, ma perché Dio è fedele.

Siamo chiamati a essere credenti determinati. Non perfetti. Ma fermi. Non altalenanti. Ma costanti. Con lo sguardo fisso sulla meta e il cuore saldo nel Signore