Credenti incontentabili

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Predicatore: Past. Davide Casà
Data della predicazione: mercoledì 17 dicembre 2025
Passo biblico: Luca 7:24-35


Quando anche Dio non ci basta più e il Signore ci richiama a una fede semplice e riconoscente

Gesù, a un certo punto, guarda la Sua generazione e fa una constatazione molto chiara: non erano mai contenti. Qualunque cosa Dio facesse, trovavano sempre qualcosa da ridire. Giovanni il Battista era troppo rigido, troppo strano, non mangiava e non beveva: “ha un demonio”, dicevano. Poi arriva Gesù, che mangia, beve, si ferma con le persone, parla con tutti, e il giudizio cambia ma non migliora: “è un mangione, un beone, amico dei peccatori”. Insomma, niente andava bene.

Eppure Gesù parla di Giovanni con parole straordinarie. Dice che tra i nati di donna non c’è stato nessuno più grande di lui. Quando è Gesù a fare un elogio, possiamo fidarci: non è esagerato, non è emotivo, è vero. E davanti a un uomo così, scelto e mandato da Dio, la gente era comunque insoddisfatta. Questo dovrebbe farci riflettere, perché lo stesso rischio esiste anche per noi oggi.

Il problema è la scontentezza del cuore. Un cuore che dimentica. Dimentica ciò che Dio ha fatto, dimentica da dove il Signore ci ha tirati fuori, dimentica i miracoli ricevuti. È quello che succede al popolo d’Israele nel deserto: liberati dalla schiavitù, dopo poco tempo rimpiangono l’Egitto. Ricordano le pentole piene, ma non la frusta. Ricordano il cibo, ma non l’oppressione. E, cosa ancora più incredibile, dimenticano persino il mare che si era aperto davanti a loro.

Quante volte succede anche a noi. Quando siamo stanchi, delusi o scoraggiati, perdiamo di vista tutto il bene che Dio ha già fatto. E così la gioia si spegne. Paolo ci insegna qualcosa di prezioso: ho imparato a essere contento nello stato in cui mi trovo. Non dice “sarò felice quando tutto andrà meglio”, ma “sono felice adesso, perché Dio è con me”.

Se guardiamo alla nostra vita con onestà, possiamo dire che il Signore non ci ha mai lasciati. Ci ha provveduto, anche nei momenti difficili. E spiritualmente siamo ricchissimi: siamo stati salvati, liberati dal peccato, riempiti dello Spirito Santo, guidati ogni giorno dalla Sua Parola.

La vera gioia non nasce quando otteniamo ciò che desideriamo, ma quando impariamo a fidarci di quello che Dio sta già facendo. Una preghiera che nasce dalla gratitudine, e non dall’amarezza, arriva a Dio come un profumo soave. Per questo il Signore ci chiama a non essere credenti incontentabili, ma credenti riconoscenti, sereni, felici di appartenere a un Dio buono e fedele, che continua a operare nella nostra vita, giorno dopo giorno.