Dio vede, ascolta e conosce.

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Predicatore: Past. Davide Casà
Data della predicazione: mercoledì 11 febbraio 2026
Passo biblico: Esodo 3:1-12


Quando ti sembra di essere solo, Lui è già all’opera

Mosè non era più il giovane impulsivo cresciuto nel palazzo di Faraone. Erano passati quarant’anni. Quarant’anni di deserto, di silenzio, di quotidianità semplice. Dopo aver provato a fare qualcosa per Dio con le proprie forze ed essere fallito, ora si ritrovava a pascolare un gregge. Una vita normale, forse lontana da quei sogni di liberazione che un tempo gli bruciavano dentro.
Eppure è proprio lì, nella routine di un giorno qualunque, che Dio lo sorprende. Un pruno che brucia ma non si consuma. Mosè si avvicina per curiosità… e incontra la voce di Dio.
Le prime parole del Signore non sono un rimprovero, non sono un incarico. Sono una rivelazione del Suo cuore:
“Ho visto l’afflizione del mio popolo, ho udito il suo grido, conosco i suoi affanni.”
È come se Dio dicesse: “Non siete invisibili per Me. Non siete dimenticati.”
Questa è una parola che ci tocca nel profondo. Perché ci sono momenti in cui anche noi ci sentiamo così: dimenticati, non ascoltati, come se le nostre preghiere si fermassero al soffitto. Israele gridava da quattrocento anni. Un’attesa lunghissima. Eppure Dio stava vedendo. Dio stava ascoltando. Dio conosceva ogni lacrima.
Forse anche tu ti sei chiesto: “Signore, ma Ti accorgi di quello che sto vivendo?”
La risposta è sì. Lui vede. Lui ascolta. Lui conosce.
Ma il messaggio non si ferma qui.
Dopo aver rassicurato Mosè sul fatto che il dolore del popolo non gli era indifferente, Dio aggiunge qualcosa di sorprendente: “Ora va’, io ti mando.”
La liberazione sarebbe arrivata… ma attraverso l’ubbidienza di un uomo. Mosè prova a tirarsi indietro: “Chi sono io? Non sono capace. Non mi ascolteranno.” Sono parole che potremmo pronunciare anche noi.
Spesso chiediamo a Dio di intervenire, ma non immaginiamo che voglia farlo anche tramite la nostra disponibilità. Vogliamo che cambi la situazione, ma senza dover cambiare posizione.
Eppure il Signore non cerca persone perfette. Cerca cuori disponibili. A Mosè non promette facilità, ma una cosa molto più grande: “Io sarò con te.”
Oggi questo messaggio è per noi: Dio non è distante dal tuo dolore. Ma forse, proprio dentro quella situazione, vuole fare qualcosa in te e attraverso di te.
Avvicinati al “pruno ardente”. Fermati. Ascolta.
E con semplicità digli:
“Signore, se Tu mi vedi, mi ascolti e mi conosci… allora usami.”