Gesù sulla tua barca

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Predicatore: Past. Davide Casà
Data della predicazione: lunedì 13 ottobre 2025
Passo biblico: Luca 5:1-11


Quando la fede vince la stanchezza e apre la via alla chiamata di Dio

Il racconto che abbiamo letto ci porta in riva al lago, dove alcuni pescatori stanno finendo una lunga notte di lavoro. Sono stanchi, delusi, non hanno preso nulla. È in quel momento che arriva Gesù. Non con grandi discorsi, ma con una semplice richiesta: “Posso salire sulla tua barca?”.

È bello notare come il Signore comincia. Non impone nulla, non promette subito miracoli. Chiede solo di salire, di essere accolto. E Pietro, anche se stanco, gli lascia un posto. Da quel piccolo gesto di disponibilità, comincia qualcosa di grande.

Gesù si siede sulla barca e inizia a parlare alla folla. Pietro ascolta. Forse non comprende tutto, ma sente che in quelle parole c’è qualcosa di diverso: autorità, pace, speranza. Poi, quando Gesù finisce di parlare, si rivolge a lui e gli dice: “Prendi il largo e gettate le reti per pescare”.

Pietro resta un attimo perplesso. È logico: dopo una notte intera senza risultati, chi avrebbe voglia di ricominciare da capo? Eppure risponde con parole che hanno cambiato la sua vita:

“Signore, sulla tua parola getterò le reti.”

Ed ecco il miracolo. Le reti si riempiono così tanto che quasi si rompono, e le barche rischiano di affondare. In un istante, la delusione diventa meraviglia, e la stanchezza si trasforma in gioia. Pietro capisce che non si tratta solo di pesci, ma di una chiamata: Gesù lo sta invitando a fidarsi, a seguirlo, a diventare un “pescatore di uomini”.

Questo episodio ci ricorda che ogni chiamata inizia con una piccola disponibilità. Gesù ci chiede solo di farlo salire sulla nostra “barca”, cioè nella nostra vita. Forse anche noi ci sentiamo stanchi, vuoti, delusi da tentativi andati a vuoto. Ma se gli diamo spazio, se gli permettiamo di guidarci, qualcosa cambierà.

La fede non è una teoria, è un gesto concreto: gettare di nuovo le reti, anche quando non ha senso farlo. È dire: “Signore, non capisco tutto, ma mi fido di Te.”

E proprio lì, dove ci sembrava di aver fallito, scopriremo che Gesù può riempire la nostra vita di grazia, di frutto e di speranza