Io aspetto il Signore

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Predicatore: Past. Davide Casà
Data della predicazione: mercoledì 28 gennaio 2026
Passo biblico: Isaia 8:17-23


Quando la fede continua anche nel silenzio di Dio

C’è una dichiarazione, in questo passo di Isaia, che non passa inosservata: «Io aspetto il Signore». Non è una frase detta per riempire il discorso, né una parola di circostanza. È il riflesso di una decisione profonda, maturata dentro, nel mezzo di una situazione tutt’altro che facile.

Isaia sta dicendo, in sostanza: “Per quanto mi riguarda, per quanto riguarda la mia vita e la mia casa, io ho scelto di fidarmi di Dio”. Non parla per gli altri, non giudica nessuno, ma mette un punto fermo sulla sua posizione. Io aspetto il Signore.

E quello che colpisce è il contesto in cui questa scelta viene fatta. Isaia non sta vivendo un tempo di risposte immediate, né di manifestazioni evidenti. Anzi, riconosce apertamente che Dio sta nascondendo la sua faccia al popolo. C’è silenzio. C’è distanza. C’è una sensazione di assenza. Eppure, proprio lì, il profeta dice: “In Lui ripongo la mia speranza”.

Questa è una fede che non si appoggia sulle sensazioni, ma sulla conoscenza di Dio. Perché tutti noi, prima o poi, attraversiamo stagioni simili: preghiamo, ma non sentiamo risposte; guardiamo attorno e vediamo solo difficoltà; proviamo ad andare avanti, ma sembra di camminare nel buio. E in quei momenti nasce una domanda sincera, anche se scomoda: “Signore, dove sei?”

Isaia ci insegna che aspettare il Signore significa restare fedeli anche quando tutto dentro di noi vorrebbe cercare un’alternativa. Quando Dio tace, la tentazione è quella di trovare da soli una soluzione, qualcosa che ci faccia sentire meglio, almeno per un momento. Ma chi decide di aspettare l’Eterno sceglie di non spostare lo sguardo, di non inseguire voci diverse, di non accontentarsi di risposte parziali.

E a sostenere questa attesa c’è una certezza: il buio non ha l’ultima parola. Le notti possono essere lunghe, ma non sono infinite. Molti di noi possono testimoniare che momenti che sembravano senza uscita, col tempo, hanno lasciato spazio alla luce di Dio.

Per questo oggi, come Isaia, possiamo dirlo con calma ma con convinzione: io aspetto il Signore. Anche quando tace. Anche quando non capisco. Perché Dio non resta in silenzio per sempre, e la Sua luce arriva sempre al momento giusto.