Quando arrivano le cattive notizie

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Predicatore: Past. Davide Casà
Data della predicazione: domenica 12 ottobre 2025
Passo biblico: 1 Samuele 4:12-18, Giobbe 1:13-22


Due uomini, due reazioni: Eli cade, Giobbe si rialza.

Tutti, prima o poi, riceviamo cattive notizie. Nessuno è escluso: la vita porta momenti difficili, prove, perdite e dolore. Ma la vera domanda è: come reagiamo quando arrivano queste notizie? È proprio da qui che nasce il messaggio di questa predicazione, prendendo esempio da due uomini molto diversi tra loro: Eli e Giobbe. Entrambi conoscevano Dio, ma solo uno di loro lo serviva davvero con tutto il cuore.

Eli era il sommo sacerdote d’Israele, un uomo che viveva nella casa del Signore, ma che nel tempo si era raffreddato spiritualmente. Aveva perso la comunione con Dio e non riusciva più a guidare né il popolo né la sua stessa famiglia. I suoi figli, Ofni e Fineas, profanavano i sacrifici e vivevano nel peccato, e il massimo rimprovero che Eli riusciva a dire era: «Figli miei, non fate così». Era debole, inattivo, spiritualmente spento. Così, quando giunse la tragica notizia — i figli morti, Israele sconfitto, e l’Arca di Dio rubata — Eli cadde all’indietro, si ruppe la nuca e morì.

Dall’altra parte troviamo Giobbe, un uomo che non aveva un titolo sacerdotale, ma un cuore consacrato. Amava Dio sinceramente e offriva sacrifici non solo per sé, ma anche per i suoi figli. Quando su di lui si abbatterono una dopo l’altra le peggiori notizie — perdita dei beni, dei figli, della salute — la Scrittura dice che Giobbe si alzò, si stracciò il mantello, si prostrò a terra e adorò il Signore, dicendo:

“Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore.”

Ecco la grande differenza: Eli era seduto e cadde, Giobbe si alzò e adorò.
Le prove non distruggono chi è radicato nella fede, ma rivelano cosa c’è davvero nel cuore. Non significa non provare dolore, ma decidere di andare ai piedi di Dio anche con le lacrime, continuando a confidare in Lui.

Giobbe non solo superò la prova, ma vide la gloria di Dio. Alla fine poté dire:

“Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora l’occhio mio ti ha visto.”

Le cattive notizie non devono essere la nostra fine, ma l’inizio di una nuova visione di Dio nella nostra vita. Se restiamo vicini al Signore, anche nella tempesta, Egli ci rialzerà e ci farà vedere la Sua gloria.