Ravviva il dono di Dio che è in te
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Predicatore: Past. Davide Casà
Data della predicazione: mercoledì 12 novembre 2025
Passo biblico: 2 Timoteo 1:3-14
Non vergogniamoci del Vangelo, ma lasciamoci sostenere dalla potenza di Dio
Nel passo di 2 Timoteo 1:3-18 l’apostolo Paolo scrive al giovane Timoteo con il cuore pieno d’affetto e di fede. E leggendo le sue parole, sembra quasi di sentirlo parlare anche a noi oggi. Paolo ricorda a Timoteo la fede autentica che ha visto in lui, quella che prima abitava in sua nonna e in sua madre. È come se gli dicesse: “Non dimenticare da dove vieni, non dimenticare ciò che Dio ha fatto nella tua vita”.
Poi arriva l’esortazione centrale: “Ravviva il dono di Dio che è in te”.
Questa frase ci tocca tutti. Perché anche noi, come Timoteo, abbiamo ricevuto un dono prezioso: la salvezza, la vita nuova in Cristo, la presenza dello Spirito Santo. Ma a volte, presi dalla routine o dalle difficoltà, rischiamo di lasciar raffreddare quel fuoco interiore. Paolo invece ci invita a riaccenderlo, a rinnovare la passione per Dio, a tornare a quella gioia semplice del primo incontro con Gesù. Ravvivare il dono significa non dare per scontata la grazia, ma custodirla e farla crescere giorno dopo giorno.
Poi Paolo aggiunge: “Non avere vergogna della testimonianza del Signore”.
Non è sempre facile parlare della nostra fede. A volte ci sentiamo in imbarazzo, altre volte incontriamo rifiuti o derisione. Ma il Vangelo non va nascosto. È potenza di Dio per chi crede! E se soffrire per il Vangelo fa parte del cammino, non dobbiamo temerlo: la potenza di Dio ci sostiene anche nei momenti difficili. Non è una sofferenza senza senso, ma un’occasione per conoscere più da vicino la fedeltà del Signore.
Infine Paolo dichiara con una certezza che ci commuove: “Io so in chi ho creduto”.
Non dice “so cosa credo”, ma “in chi”: in una persona viva, Gesù Cristo. È Lui che custodisce la nostra fede, che non ci lascia soli, che veglia sul “buon deposito” che ha messo dentro di noi.
Ravviviamo dunque il dono che Dio ci ha dato. Lasciamo che il suo Spirito riaccenda il nostro cuore, ci dia coraggio nel testimoniare e forza nel soffrire. E insieme diciamo con Paolo: “Io so in chi ho creduto, e so che Lui è fedele!”

