Torniamo a Gerusalemme
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Predicatore: Past. Davide Casà
Data della predicazione: mercoledì 25 febbraio 2026
Passo biblico: Luca 24:13-53
Quando ci allontaniamo senza accorgercene… e Gesù viene a riprenderci
Ci sono momenti in cui non ci allontaniamo da Dio in modo clamoroso. Non facciamo scelte eclatanti. Semplicemente… ci spostiamo un po’. Come i due discepoli sulla via di Emmaus: undici, dodici chilometri da Gerusalemme. Non lontanissimo. Ma abbastanza.
Gerusalemme era il luogo dove Gesù aveva detto di rimanere. Lì dovevano attendere la promessa, lì sarebbero stati rivestiti di potenza. Eppure se ne stavano andando. Perché? Perché dentro di loro qualcosa si era spento.
Parlavano, discutevano, ragionavano. Ma erano pensieri confusi, conclusioni affrettate. Avevano visto la croce e avevano deciso che la storia fosse finita. E quando i nostri pensieri non sono più ancorati alla Parola, iniziamo anche noi a farci film sbagliati, a interpretare male quello che Dio sta facendo.
Poi c’erano i sentimenti: delusione, paura, smarrimento. Diciamolo con sincerità: quante volte anche noi veniamo in chiesa con il cuore appesantito? Magari siamo presenti fisicamente, ma dentro siamo lontani. Cantiamo, ascoltiamo, salutiamo… ma non stiamo davvero “a Gerusalemme”.
E infine l’incredulità. Avevano sentito che Gesù era risorto. Eppure non riuscivano a crederci fino in fondo. Può succedere anche a noi: conosciamo le promesse di Dio, ma nei momenti difficili la fede vacilla.
La cosa che mi commuove è che Gesù non li lascia andare. Li raggiunge. Cammina con loro. Spiega le Scritture. E mentre parla, qualcosa cambia: il loro cuore inizia ad ardere. Non è solo emozione, è guarigione. La mente si apre. Il cuore si scalda. La fede si riaccende.
E allora fanno una scelta: si alzano e tornano a Gerusalemme. Subito. Senza aspettare il giorno dopo.
Fratelli, sorelle, forse anche noi abbiamo fatto qualche chilometro di troppo. Forse non siamo lontanissimi, ma non siamo più nel luogo dell’attesa, dell’adorazione, della ricerca sincera.
Oggi il Signore ci invita a tornare. Non solo a essere in chiesa, ma a offrire il culto. Non solo a occupare un posto, ma ad aprire il cuore.
Lasciamoci raggiungere da Gesù. Lasciamoci guarire nei pensieri, nei sentimenti, nella fede.
Perché è a Gerusalemme — nel centro della volontà di Dio — che ci aspetta di nuovo la pienezza del Suo Spirito.

